Pietro Pesino

È un altro dei giovani professionisti – è nato nel 1996 – cresciuto “a pane e basket” all’ombra delle Due Torri a Bologna. E che ha avuto un cammino comune con Giocare Insieme. Molto disponibile anche lui, come Martino Mastellari e Giovanni Lenti, a dedicare del tempo tra un allenamento e l’altro ad una chiacchierata “in estrema naturalezza”. Abbiamo usato volutamente questa parola perché Pietro, come Martino e Giovanni, aldilà delle indubbie e riconosciute doti cestistiche, ha anche quella di far sentire a proprio agio i suoi interlocutori. Dalla stagione 2017-2018 gioca nella SG Fortitudo, Serie C Silver nel ruolo di guardia: è alto 1,89 m e pesa 84 kg: “Fisicamente non sono un portento”, ci dice con un misto di imbarazzo e con quella dose di autoironia che ce lo rende immediatamente simpatico. “Non sono velocissimo, ma ritengo di essere comunque un buon atleta”. A soli 3 anni comincia a giocare alla San Mamolo Castiglione Murri di Bologna, dove resta fino ai 13, quando passa nelle fila delle Giovanili Fortitudo. Un percorso, questo, che si conclude con il passaggio agli Under 19. Un anno lo trascorre in C1 con la maglia dell’ASD Castenaso Pallacanestro e altri 2 in C2, sempre a Castenaso. E ora è in Fortitudo. “Verso il basket mi ha portato mio padre, grande appassionato e tifoso, intuendo sin da subito l’interesse che provavo per questo sport. Ricordo che mi comprava delle videocassette sugli allenamenti di squadre della NBA, e io restavo incantato a guardarle tutto il giorno. Da lì alla San Mamolo il passo è stato breve: ero il più piccolo di tutto il gruppo. Poi fortunatamente avevo talento e quindi la scelta di mio padre è stata quella giusta”. Nel corso della sua carriera Pesino ha avuto molti allenatori importanti: il primo a cui deve il suo salto di qualità (Under 14), quando ha cominciato a giocare a basket seriamente (per sua stessa ammissione!), è stato Davide D’Atri, che “mi ha portato dal San Mamolo in casa Fortitudo, selezionandomi”. In seguito Federico Politi, “che mi ha allenato per 3 anni e mi ha aiutato anche dopo che mi sono rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro, quando avevo 15 anni”. E Michele Mastellari: “rientrato dall’infortunio mi ha trasformato e mi ha fatto diventare un giocatore importante e probabilmente con lui ho avuto i miei anni migliori nelle Giovanili”. Poi ancora, Roberto Breveglieri: “che, tra le ‘guide’ che ho citato, è stato quello che tecnicamente mi ha insegnato di più sulla pallacanestro e su come stare in campo”. Alla nostra domanda sul perché invogliare i bambini a praticare il basket, Pietro ci ha così risposto: “Consiglierei loro di conoscere la pallacanestro perché ritengo sia uno sport che ti forma molto fisicamente e ti dà coordinazione. Instillandoti valori che a mio avviso non si trovano forse in altre discipline. Ti insegna ad avere rispetto dell’avversario, dei direttori di gara. È uno sport più completo di altri secondo me”. Cosa rappresenta, invece, gli abbiamo chiesto, Giocare Insieme? “Giocare Insieme per me è Michele Mastellari: 2 anni fa è riuscito a portarmi in Fortitudo. Quindi Giocare Insieme è stato fondamentale e lo sarà per il mio futuro in altre squadre”. Tra i record personali di Pietro: “da piccolissimo non facevo molti punti, quando cioè il punteggio contava poco. Il mio massimo sono stati 67 punti. Invece da più grandicello, l’anno ad esempio con Mastellari negli Under 17, ho totalizzato un massimo, mi pare, di 31 punti, con 8 su 11 da 3 punti. E in Under 19, 33 punti. Tra i miei obiettivi futuri? Completare l’Università (sta studiando Economia aziendale all’Ateneo bolognese, ndr) e puntare a giocare in un Campionato di livello maggiore. Vorrei arrivare in Serie B che, a mio parere, da un punto di vista tecnico, rappresenta il mio Campionato. Sono da Serie B e sto lavorando moltissimo per prepararmi fisicamente al meglio”. E noi ovviamente tiferemo per lui!

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